Master in Gestal Counseling. Presentazione di Raffaello Caiano, Presidente ASPIC Pescara

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La formazione al counseling è un percorso complesso ed articolato che fornisce competenze spendibili in tutti i contesti professionali che richiedono una presenza consapevole nel rapporto con gli altri. Dal 1984 l’ASPIC di Roma ha avviato il primo corso di counseling in Italia e, negli anni, ha approfondito e perfezionato il processo formativo alla luce della ricerca internazionale e dei progressi della professione. Personalmente, ho conosciuto il counseling nel 2001. Mi ero laureato in Psicologia ed ero a Roma a svolgere il mio tirocinio presso una società di formazione e consulenza aziendale. Ho iniziato il master in counseling dell’ASPIC di Roma senza sapere bene a cosa andavo incontro, sapevo solamente che non avevo un lavoro, e che non ne avrei trovato uno nel campo delle relazioni di aiuto se non avessi acquisito competenze pratiche di cui l’università mi aveva lasciato completamente a digiuno. Il master è stato subito una rivelazione. Mi stupivano sia il metodo d’insegnamento sia i contenuti, che assumevano forme così diverse pur essendo analoghi agli insegnamenti universitari! Avevo cominciato ad apprendere dall’esperienza, e questo mi permise di valorizzare tutta la mia esperienza pregressa che credevo fosse ben poco utile nella professione. Niente di più sbagliato…oggi mi accorgo dopo un lungo percorso di integrazione, di lavorare proprio grazie alla mia esperienza pregressa, al mio essere stato bambino, figlio, fratello, studente, fidanzato, amico, leader e vicario, vittima e carnefice nel gioco della vita. Ricordo che questa esperienza mi ha restituito una grande fiducia e ben presto, molto prima della fine del master, mi proposi come counselor e conduttore di gruppi di arte-teatro-terapia. Furono anni di intenso lavoro ed apprendimento, anni in cui ero costantemente supportato dalla scuola, da Edoardo Giusti e Claudia Montanari come supervisori e facilitatori del gruppo di crescita, nonché dal mio terapeuta personale.

Pochi anni dopo proposi ad Edoardo Giusti di aprire una sede ASPIC a Pescara, la mia città di origine, insieme a Emanuela Carlitti, Federica Angelone ed Anna PIa Cirilli che avevo conosciuto nei corsi ASPIC a Roma. Nel giro di alcuni mesi ci giunse la risposta affermativa ed eccoci ad organizzare una scuola proprio come quella che per anni abbiamo frequentato a Roma.Ormai dal 2004 non è più necessario recarsi a Roma per seguire il Master in Gestalt Counseling Professionale dell’ASPIC. In questi anni abbiamo imparato a “fare scuola”, accompagnando decine di allievi verso la soddisfazione personale e professionale. Abbiamo invitato decine di docenti di calibro nazionale ed internazionale e formato un’equipe per la gestione organizzativa della didattica. Di una cosa sono particolarmente fiero: faccio parte da 9 anni di un gruppo stabile e creativo che ha dato vita ad una realtà solida e generativa nel territorio di Pescara con grande coraggio, impegno ed entusiasmo! Cose ne abbiamo fatte tante: convegni, corsi, feste… E oggi vedo i frutti di tutto questo nella soddisfazione dei molti allievi che abbiamo seguito e che continuano a collaborare con l’ASPIC a vari livelli, perché abbiamo gettato un seme, è cresciuto un albero che sta diventando sempre più folto!

Il counseling: una professione e un insieme di abilità a sostegno dei professionisti

Nella nostra scuola di counseling offriamo a tutti l’opportunità di formarsi, a prescindere dal percorso di apprendimento personale acquisito. Nello stesso tempo distinguiamo con fermezza i livelli di formazione ai quali corrispondono diversi livelli di spendibilità sul mercato del lavoro. Un primo livello, aperto a tutti, consiste nel corso breve in counseling skills che offre la possibilità di imparare a gestire meglio la comunicazione con gli altri. Il corso di counseling di due anni offre, invece, l’opportunità di approfondire le tecniche di counseling, con l’obiettivo di utilizzarle nella propria professione e, più in generale, usufruirne nella propria vita. Il master triennale in counseling Professionale rappresenta la via principale per chi vuole specializzarsi nella professione del counselor.

Infine abbiamo attivato un corso di counseling e coaching riservato a psicologi e psicoterapeuti,superando così la diatriba rispetto alle aree di competenza. La professione del counselor è molto diffusa in Europa e nei paesi anglosassoni ma trova difficoltà ed ostilità ad affermarsi in Italia, dove ancora persistono atteggiamenti di chiusura di tipo culturale oltre che da interessi di lobby Per questo dobbiamo mirare ad una professionalità di livello sempre più alto, per essere impeccabili ed inattaccabili da coloro che cercano in ogni modo di infangare una professione che può e deve offrire un grande contributo alla società. Come ho scritto, gli ostacoli all’affermazione della professione di counselor sono, oltre di carattere culturale, di lobby. Lo spostamento di ottica del counseling sulla salutogenesi e l’uso centrale del concetto di empowerment implica infatti, un estremo rispetto per la potenzialità di auto-guarigione del cliente. Le implicazioni di questo approccio sono molteplici: la principale è che il counselor stabilisce con il cliente un rapporto paritetico che lo aiuta ad uscire dalla posizione di dipendenza (e di ignoranza) che caratterizza la vecchia ma ancora molto diffusa tipologia di relazione tra medico e paziente. Chi infatti recandosi dal medico per un qualsiasi problema, non si è trovato almeno una volta in una posizione di ignoranza e quindi di dipendenza? Certo, si penserà, altrimenti perché rivolgersi ad un esperto?Eppure un counselor si chiederebbe se quel tipo di rapporto ha realmente aiutato la persona a prendersi cura del suo problema o se al contrario non abbia rafforzato l’atteggiamento dipendente e auto-svalutante che è una delle cause della maggior parte dei problemi nelle relazioni così come nell’apprendimento e nella crescita professionale. Personalmente penso che la valorizzazione delle risorse della persona ed il conseguente processo di emancipazione dalla dipendenza (dallo specialista, dall’opinione altrui, dalla pubblicità) e la conseguente assunzione di responsabilità personale rispetto al proprio ben-essere sia tristemente lontana dalla cultura dominante del nostro paese, dove ancora vigono favoritismi, clientelismi e interessi di lobby che si nutrono dell’ignoranza e della dipendenza delle persone.Nella nostra scuola insegniamo ai futuri counselor un’etica della trasparenza, in cui al cliente viene riconosciuto il diritto di conoscere le fonti, i modi e i tempi della consulenza che gli viene proposta. Il cliente ha così la possibilità di farsi un’idea e di scegliere consapevolmente il percorso più adatto alle sue specifiche esigenze.

Comunque, se oggi, a quasi 30 anni dal primo corso in counseling dell’ASPIC nascono continuamente nuove scuole e decine di percorsi di formazione al counseling evidentemente la società è pronta ed ha bisogno di questa nuova professione!

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